4.5.07

Fiducia


Non sentirsi mai sicuri di nulla, guardare tutto e tutti con sospetto, non fidarsi di nessuno, questa è la filosofia con cui sono stata educata.
Essere gentile e disponibile con tutti, ma rimanere ugualmente ad una certa distanza, accettare ogni buona parola di buon grado, ma non crederci mai. Sospettare che tutti vogliano qualcosa da te e che useranno ogni mezzo per circuirti, ed infine, incularti.
Perchè Laura, non si sono mai stancati di dirti quanto sei ingenua, credulona, incapace di dire di no, e, sai, poi se ne approfittano.
Bene, così è stato, e così è.
Quando ho ceduto, per dare spazio, quando ho creduto di potermi fidare, quando ho abbassato la guardia, quando ho mostrato il fianco, non c'è stato nessuno, ma davvero nessuno, a non aver affondato il colpo doloroso, e a farmi pentire di aver dato quel poco. Soprattutto nei sentimenti, ovviamente: quello che mi ha tradita, quello che è tornato con la ex, quello che si è mostrato in un modo per poi dimostrarsi in tutt'altro, quello che ti racconta che l'onestà è l'unica bandiera, che la moralità non va mai calpestata, e poi vende l'anima al diavolo e ti mostra le corna e il forcone.
A chi non è successo?
Tutti hanno esperienze allucinanti sulla fiducia mal riposta.
Già, ma chi se ne frega.
Certo, tieni aperto il cuore, il rischio di farsi scappare l'unico bravo ragazzo sulla faccia della terra è alto, ma cazzo, come si fa?
Sono paranoica? Niente di più facile.
Sono un'ingenua? Questo sì, assolutamente, credere che chiudersi e proteggersi sia un buon modo per non soffrire è una minchiata di proporzioni stratosferiche.
Qualcuno potrebbe dirmi che dovrei fare

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono veramente basito.
Leggo qui quello che potrei scrivere io.

Non ho risposta.. solo una considerazione.

Io sto faticando per liberarmi del manicheismo. E' un impegno a tempo pieno che mi occupa tutta la vita. E l'attitudine a vedere tutto o bianco o nero è la fonte prima di gran parte dei miei dilemmi che sono simili ai tuoi.

Io sono un po' così, tutto o niente. Se prendo, voglio tutto. Se dò, dò tutto. Ma la maggior parte della gente su questa terra invece HA le mezze misure. Occorre prenderne atto.

Io fatico a risparmiarmi... se non ci faccio molta attenzione cado sempre in uno dei due eccessi. Però mi sto impegnando. Cerco di avvicinarmi agli altri, mostro parte di me, mi lascio toccare anche se ho paura... paura soprattutto che gli altri non capiscano QUANTO veramente sto facendo.

Ma questo è necessario per non chiudersi sempre di più.

Non so se ti è stato utile.
Però avevo voglia di scrivere.

Ciao

Unknown ha detto...

Caro Roberto, è utile il tuo commento per il semplice fatto che sapere di non essere soli, unici a porsi questi problemi già di per sè conforta.
Sono però altrettanto convinta che non saremo mai capaci di avere mezze misure, tutt'al più ci si può sforzare di accettare che ce le abbiano gli altri e farsene una ragione.
Grazie ancora, e conta su di me per qualsiasi confronto.
A presto

Anonimo ha detto...

Io dico spesso che la parola è un mezzo così povero per comunicare.. specialmente se lo confrontiamo con lo sguardo, con il gesto, con la percezione profonda dell'animo.

Eppure ci sono delle volte in cui una sola, singola parola ti cambia la vita. E' quello che è successo a me un anno fa.
Ed è successo quasi per caso, nel rivolgermi una frase è stata pronunciata la parola LEGGEREZZA. Ed il suono di quella parola ha cominciato a vibrare in armonia con quello che era il mio essere in quel momento, fino a raggiungere un livello che non ricordavo più di aver già conosciuto in precedenza.

Ed il suono di quella parola non si è spento ed ha continuato a riecheggiare per tutta l'estate scorsa, mentre facevo esperienze completamente nuove e prendevo familiarità con un modo di vedere la vita che non ricordavo più.

Leggerezza dell'animo, è una cosa che ora amo ed è diventata la mia ricerca.