5.8.11

stand by

C'è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.


5.7.11

naufragare

"Si perdano i rumori e presto si allontanino i ricordi e questi odori,
verranno giorni vergini e comunque giorni nuovi,
ci inventeremo regole, ci sceglieremo i nomi e certo ci ritroveremo a fare vecchi errori, ma solo per scoprire di essere migliori.
Mentre tu, intanto nel tempo che resta, sei qui accanto e già molto diversa e bellissima,
sei bellissima."
Le Navi - Daniele Silvestri


Per un pò di tempo, subito dopo la laurea ho creduto di voler entrare in marina, sì proprio quella militare, quella degli uomini della mia famiglia, quella degli uomini scuri e silenziosi, con grandi segreti e donne in ogni porto.
Poi la disciplina ed il fatto che ci vedo poco hanno fatto il resto.
Ci pensavo in questi giorni, in questo furioso weekend di spavento e di affermazione di sè.
Era qualche mese che non me ne restavo a Torino nel fine settimana, di solito sparisco fino a domenica e rientro per rituffarmi nella solita routine, ma tra poco parto per la mia terra e avevo faccende da sistemare.
Temo che passeranno altri mesi prima che resti nuovamente a Torino e dopo lo spavento che mi sono presa Sabato sera, spavento di cui non approfondisco, non ora quanto meno, ho avuto di nuovo quel pensiero, quello di imbarcarmi.
Mesi di mare, di silenzio, di scopi precisi, di orizzonti piatti e scie mute.
Ad un certo punto, mentre risalivo i murazzi con l'affanno e stringevo la mano sul petto che tremava, tra rabbia e panico, l'ho vista nitidamente l'immagine. Il mare. Ho sentito il bisogno fortissimo di stare in mezzo all'acqua.
Forse a causa di Lezioni di piano visto qualche sera fa, o per l'amore per Izzo nato proprio sul mare o semplicemente per associazione di chissà che cazzo, quando sono salita sul taxi per una frazione di secondo ho pensato di partire, subito, senza pensarci, senza avvisare, scappare.
Una volta ero brava in queste cose, sparire senza lasciare tracce, ma si suppone che io sia cresciuta.
In ogni caso, come è facilmente immaginabile, non l'ho fatto, perchè per la prima volta in 31anni su quella nave non volevo esserci da sola, quella solitudine inseguita per tutta la vita, quel pensiero caldo nei momenti di sconforto, s'è come dire, raffreddato.
E lì, sul ponte della mia nave della fuga e della ricostruzione, per la prima volta non ci sono io con lo sguardo fisso su un mare increspato, ma ci siamo io e te ed il mare è piatto, il sole è alto ed in mano ho un pastis e forse sorrido anche.
.......
E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare


28.4.11

fu mare

La mancanza di organizzazione mi crea frustrazione e cattivo umore.
Cavoli sono distratta.
Ricomincio sempre dallo stesso punto, incollo pezzi a caso e cerco alla fine di darci un senso. Compiuto.
Qualcosa sembra filare, ma per il resto… che confusione.
Sono stanca di ricominciare a leggere sempre dallo stesso punto, sempre la stessa frase, sempre lo stesso meccanismo ed il solito umore altalenante. Sempre la stessa.
Qualcosa bussa alla finestra, ma aprirla non è nelle mie capacità, tendo l’orecchio e immagino che tipo di forma aliena potrebbe venirmi a trovare, a spiegare, ma poi la necessità di riordinare le idee prende il sopravvento.
Flussi meccanici di pensieri sfondano vetri, già rotti.
Seduta al centro della stanza osservo pareti bianche, come fogli che chiedono di iniziare, di cominciare a scrivere, input che chiedono un incipit convinti di poter poi continuare. Ma io non sono mica così sicura, la coscienza, quella mia, urla più dei pensieri ragionati e i vetri scricchiolerebbero sotto passi stranieri. Forestieri.
Relaziono, scrivo e butto, aggiungo e tolgo. Che voglia di fumare.

11.4.11

ginnastica d'obbedienza

Aspettare, rincorrere, credere, viaggiare, ci siamo promessi centinaie di cose ed abbiamo aspettato rincorso e creduto.
Ora viaggiamo.
Mesi rintanata in un angolo, giorni a trattenere il fiato, ore a puntare il soffitto solo per non elucubrare, per non pensare troppo, per evitare il panico.
Ma poi ti svegli sempre, ogni giorno scendi dal letto, e la ruota gira, i polmoni si gonfiano di nuovo, sorridi, e sai di aver fatto la cosa giusta.
Per quanto si soffre per quanto i fallimenti facciano male, c'è sempre una nuova giornata ed un motivo per credere.
E io ci credo

8.2.11

down in a hole

Qualche volta mi distraggo
e stagioni e lune passano senza che io me ne renda conto. Solo che poi mi sveglio, presto attenzione e mi accorgo con orrore che non è cambiato niente.

28.5.10

Cosa sarà

"cosa sara'
che ti spinge a picchiare il tuo re
che ti porta a cercare il giusto
dove giustizia non c'e'
cosa sara'
"

Ci siamo dalla prossima settimana comincia questa nuova fase, diciamo così, della vita.
Nonostante gli allarmismi di studiosi sono orgogliosa di non far parte di quella massa di giovani (e non) attanagliati dal precariato e che non trovano lavoro e che risolvono tutto con attacchi di panico e conseguenti miscugli di psicofarmaci.
Ho promesso che non mi sarei depressa, e che non mi sarei arresa.
Certo lo sconforto c'è, ma in questo preciso momento in cui scrivo è più l'incazzatura a farla da padrona: prima a sentire quell'orribile nano del vostro presidente del consiglio che parla di crisi economica improvvisa, roba da mettergli le mani addosso; improvvisa il cazzo! e poi a notare l'ipocrisia di chi si finge dispiaciuto di ciò che mi sta succedendo dopo aver sputato merda ed invidia. Sì sì parlo a te, smetti di gongolare e cresci un pò, fallo almeno per i tuoi figli.
E allora ci siamo, si sgombera la scrivania, si chiudono i lavori in sospeso e si fa buon viso...
Non so che cosa succederà da Martedì e vi assicuro che sono curiosa, vi terrò informati.
Stay tuned

17.5.10

Diario di una futura cassa integrata

E' così, il momento è arrivato, la paura si materializza.
LA CASSA INTEGRAZIONE! Dopo anni, 7 per la precisione, di consulenza fedele al CSI Piemonte, questo mi da il ben servito, più che a me alla mia azienda ovviamente.
Pensate verrò sostituita da qualcuno che il mio lavoro non lo sa nemmeno fare, forse non lo vorrebbe nemmeno imparare. A nulla è valso affannarsi per tutto questo tempo ad imparare, a stare al passo coi tempi, a fare autoformazione, a nulla.
A nulla è valso coprire i turni, parare culi e accumulare esperienza. A nulla.
Non importa, la mission del nuovo direttore è ridurre i costi e così facciamo tagli indiscrimati, chi c'è dietro e che fine fa, non riguarda nessuno. Il cinismo del mondo del lavoro è approdato a livelli francamente angoscianti. Probabilmente siamo la prima generazione del dopoguerra che guadagna molto meno dei genitori.
Vorrei consolarmi pensando che sono nella stessa situazione di centinaia di persone, di famiglie, ma non posso.
A me piace lavorare, non è mai stato un diversivo o un modo per pagare l'affitto, è sempre stata una passione mentre invece oggi, mi sbattono fuori all'inizio di Giugno, venire qui ogni mattina mi consuma a poco a poco.
Naturalmente è grazie a persone fidate e che mi hanno sempre trattata con rispetto che so come stanno le cose, perchè fosse per la mia azienda non solo non saprei ancora nulla, ma scommetto che me lo diranno all'ultimo momento e che non avranno cercato in nessun modo di ricollocarmi in qualche altra azienda, perchè a loro che importa, mi spremono, mi mandano in ferie forzate così non me le pagano e poi mi mettono in cassa che tanto non pagano loro e poi probabilmente in mobilità ecc ecc dipenderà da come faranno decorrere l'iter, anche per loro sono solo una fonte di guadagno se non faccio più entrare soldi in azienda non valgo più un cazzo.
E io mi sveglio tutte le mattine con questa consapevolezza, svuotata della mia identità e del mio orgoglio, ma paradossalmente ancora fiduciosa che le cose possano cambiare