Avete notato che quando si entra in qualsiasi cesso pubblico, ufficio, autogrill, insomma posti dove devi scegliere in quale andare perchè ce ne sono minimo minimo 6/7 istintivamente si va verso l'ultimo
Voi no? Bè io sì
E ho notato che in ufficio da me è sicuramente quello più utilizzato o sempre occupato.
Oggi essendo una di quelle giornate che scorre noiosamente ed irrimediabilmente lenta ho deciso di fare della filosofia sull'ultimo cesso in fondo, eh, che mente brillante, "della scelta del cesso".
Sarà che uno va cercando più intimità possibile e crede evidentemente di essere più al riparo da occhi indiscreti, o perchè da che mondo e mondo il cesso è per antonomasia in fondo, e quindi l'istinto ci spinge ad andarci in fondo al fondo (...), o potrei cimentarmi sulla questione degli ultimi, che saranno i primi, ma il fatto quello vero è che dopo una giornata politica come quella di ieri preferire parlare di tutto, che so della mitosi del paramecio, invece che, udite udite, del fatto che il pd venga superato a sinistra da rosi bindi
Cose mai viste
Così ho pensato al cesso e due più due lo sappiamo fare tutti.
Perchè se loro possono fare tutto, giustificando l'ingiustificabile, argomentando l'inargomentabile allora io posso fare della filosofia sul cesso, o meglio, sulla scelta del cesso
E che cazzo
11.7.13
ordine sparso
Oggi non gira
Ho bisogno di ferie
e poi non mi piace difendere l'indifendibile.
Sono certa che se avessi la voglia e la capacità di fermarmi un attimo, a non avere la paura costante di dover occupare il tempo in qualche modo pur di farlo passare, se la precarietà, dal lavoro all'anima, fossero quantificabili, avrei molto. Ma ad oggi ho solo te e non fraintendere, non che non basti, anzi a volte è troppo anche per questo cuore stanco.
Stamattina lo sconforto di non trovare le chiavi mi ha affaticata, non ero preparata e quindi ho deciso di scrivere, perchè ci va costanza ci va allenamento e ci va pazienza e ci va pure un poco di voglia ed un pensiero brillante, una suggestione. L'hai vista?
Ho bisogno di ferie
e poi non mi piace difendere l'indifendibile.
Sono certa che se avessi la voglia e la capacità di fermarmi un attimo, a non avere la paura costante di dover occupare il tempo in qualche modo pur di farlo passare, se la precarietà, dal lavoro all'anima, fossero quantificabili, avrei molto. Ma ad oggi ho solo te e non fraintendere, non che non basti, anzi a volte è troppo anche per questo cuore stanco.
Stamattina lo sconforto di non trovare le chiavi mi ha affaticata, non ero preparata e quindi ho deciso di scrivere, perchè ci va costanza ci va allenamento e ci va pazienza e ci va pure un poco di voglia ed un pensiero brillante, una suggestione. L'hai vista?
Certo che la curiosità fa danni e tutte le volte è una piccola stretta al cuore
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