verranno giorni vergini e comunque giorni nuovi,
ci inventeremo regole, ci sceglieremo i nomi e certo ci ritroveremo a fare vecchi errori, ma solo per scoprire di essere migliori.
Mentre tu, intanto nel tempo che resta, sei qui accanto e già molto diversa e bellissima, sei bellissima."
Le Navi - Daniele Silvestri
Per un pò di tempo, subito dopo la laurea ho creduto di voler entrare in marina, sì proprio quella militare, quella degli uomini della mia famiglia, quella degli uomini scuri e silenziosi, con grandi segreti e donne in ogni porto.
Poi la disciplina ed il fatto che ci vedo poco hanno fatto il resto.
Ci pensavo in questi giorni, in questo furioso weekend di spavento e di affermazione di sè.
Era qualche mese che non me ne restavo a Torino nel fine settimana, di solito sparisco fino a domenica e rientro per rituffarmi nella solita routine, ma tra poco parto per la mia terra e avevo faccende da sistemare.
Temo che passeranno altri mesi prima che resti nuovamente a Torino e dopo lo spavento che mi sono presa Sabato sera, spavento di cui non approfondisco, non ora quanto meno, ho avuto di nuovo quel pensiero, quello di imbarcarmi.
Mesi di mare, di silenzio, di scopi precisi, di orizzonti piatti e scie mute.
Ad un certo punto, mentre risalivo i murazzi con l'affanno e stringevo la mano sul petto che tremava, tra rabbia e panico, l'ho vista nitidamente l'immagine. Il mare. Ho sentito il bisogno fortissimo di stare in mezzo all'acqua.
Forse a causa di Lezioni di piano visto qualche sera fa, o per l'amore per Izzo nato proprio sul mare o semplicemente per associazione di chissà che cazzo, quando sono salita sul taxi per una frazione di secondo ho pensato di partire, subito, senza pensarci, senza avvisare, scappare.
Una volta ero brava in queste cose, sparire senza lasciare tracce, ma si suppone che io sia cresciuta.
In ogni caso, come è facilmente immaginabile, non l'ho fatto, perchè per la prima volta in 31anni su quella nave non volevo esserci da sola, quella solitudine inseguita per tutta la vita, quel pensiero caldo nei momenti di sconforto, s'è come dire, raffreddato.
E lì, sul ponte della mia nave della fuga e della ricostruzione, per la prima volta non ci sono io con lo sguardo fisso su un mare increspato, ma ci siamo io e te ed il mare è piatto, il sole è alto ed in mano ho un pastis e forse sorrido anche.
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