27.9.07

In support of our incredibly brave friends in Burma

Venerdì 28 settembre indossiamo una maglia rossa. Chiunque legga questo messaggio lo trasmetta a quante più persone sensibili a questo gravissimo prolema gli sarà possibile. GRAZIE DI CUORE

19.7.07

Guardiana dei sogni

Inspira, espira
Inspira, espira
Stanotte di dormire non se ne parla, ascolto il mio respiro o forse il tuo, a volte non li distinguo, e cerco di rilssarmi, di non pensare a nulla, qualcosa mi rosicchia nello stomaco, qualcosa che non mi fa proprio prendere sonno.
Sempre ammesso che qualcosa di così immateriale come il sonno possa prendersi.
Divago, mi distraggo per non affrontare la realtà dei fatti, ovvero che non riesco a dormire.
Allora sto di guardia, sento addiruttura uno dei miei gatti che sta sognando qualcosa e allora dal profondo della sua gola emerge uno strano rumore, un miagolio lontano, chissà che cosa può sognare un gatto, di correre nei prati, di cacciare un topo forse o magari è meno pretenzioso e tutto ciò che sogna è semplicemente di acciambellarsi sulla poltrona arancione e di poterci restare senza che nessuno lo faccia scendere perchè cambia il pelo che da giorni svolazza per la casa manco fossimo nel vecchio west.
Però sarebbe bello se sognasse questo.
E tu?
Tu stai invocando il nome di qualcuno, di qualcuna credo, non si capisce.
Ma non sono io, questo è sicuro

16.7.07

Non basta niente

Eccomi, qualcuno forse aveva perso le speranze, per i più non fa nessuna dfferenza, ma torno a scrivere.
Mesi comlicati, di grandi cambiamenti.
Cambio casa, che di per sè non è che sia sta gran notizia, ma non so perchè non riesco a pensarci con calma e tranquillità, tutte le volte che smetto di pensare a cosa mettere in camera da letto, quali fiori piantare sul balcone e come i miei gatti saranno felici in collina mi piglia una morsa allo stomaco, una sorta di ansia e non so con chi discuterne perchè sono solo lampi nella notte, veloci e sporadici, e siccome non viene gradita molto spesso questa mia abitudine a dire tutto quello che mi angoscia, anche se per poco, anche se non se ne capisce il motivo, anche se magari dopo un pò mi passa, mi rivolgo al web, affido queste mie riflessioni alla grande rete.
Premetto, la mia convivenza va a gonfie vele, non sono mai stata così serena con un uomo in 30 anni di vita, e poi sono una che si getta nelle cose, che non teme l'errore, nè il fallimento, eppure tante piccole cose, tante piccole sensazioni mi rendono insicura e ieri c'è stata la mazzata finale.
Ma è colpa mia che non mi basta mai niente, come se nulla fosse mai abbastanza.
Io lo so, lo so che non mi serve nient'altro, lo so che ho per le mani un sentimento mai provato, pieno, ricco, imparagonabile, assoluto e unico, ma l'artista sei tu e a volte temo di avercelo in mano senza saperlo modellare, so anche che la mia "mancanza di amor proprio" è tale solo se vista nell'ottica di chi si arrende.
Ma quella non sono io.
Ancora mi stupisco di quello che scrivo.

8.5.07

families night




Una Famiglia esiste dove c'è condivisione, reciprocità, sacrificio, collaborazione, spirito di squadra, dove ci sono sogni, speranze e progetti comuni. Una Famiglia esiste quando due persone decidono di affrontare il mondo insieme. Non importa come (o se) questa decisione verrà formalizzata. Il nostro paese deve allinearsi agli altri stati europei, offrendo a TUTTE le famiglie, a TUTTE le persone che vivono insieme dopo essersi fatta reciproca promessa d'amore, un riconoscimento appropriato ed i necessari diritti civili.
Non voglio, adesso, ma lo farò statene certi, scagliarmi contro questo o quel politico, contro questa o quella religone, ma sono stanca delle intromissioni. Lo stato è e deve essere laico.
La notte che precede il 12 maggio, l’11 maggio alle ore 21,30, accendiamo una candela nelle finestre delle nostre case, accendiamo la speranza dei diritti per tutte le famiglie, illuminiamo la notte dall’oscurantismo di chi si ostina a non volere considerare uguali tutte le forme di amore.

4.5.07

Fiducia


Non sentirsi mai sicuri di nulla, guardare tutto e tutti con sospetto, non fidarsi di nessuno, questa è la filosofia con cui sono stata educata.
Essere gentile e disponibile con tutti, ma rimanere ugualmente ad una certa distanza, accettare ogni buona parola di buon grado, ma non crederci mai. Sospettare che tutti vogliano qualcosa da te e che useranno ogni mezzo per circuirti, ed infine, incularti.
Perchè Laura, non si sono mai stancati di dirti quanto sei ingenua, credulona, incapace di dire di no, e, sai, poi se ne approfittano.
Bene, così è stato, e così è.
Quando ho ceduto, per dare spazio, quando ho creduto di potermi fidare, quando ho abbassato la guardia, quando ho mostrato il fianco, non c'è stato nessuno, ma davvero nessuno, a non aver affondato il colpo doloroso, e a farmi pentire di aver dato quel poco. Soprattutto nei sentimenti, ovviamente: quello che mi ha tradita, quello che è tornato con la ex, quello che si è mostrato in un modo per poi dimostrarsi in tutt'altro, quello che ti racconta che l'onestà è l'unica bandiera, che la moralità non va mai calpestata, e poi vende l'anima al diavolo e ti mostra le corna e il forcone.
A chi non è successo?
Tutti hanno esperienze allucinanti sulla fiducia mal riposta.
Già, ma chi se ne frega.
Certo, tieni aperto il cuore, il rischio di farsi scappare l'unico bravo ragazzo sulla faccia della terra è alto, ma cazzo, come si fa?
Sono paranoica? Niente di più facile.
Sono un'ingenua? Questo sì, assolutamente, credere che chiudersi e proteggersi sia un buon modo per non soffrire è una minchiata di proporzioni stratosferiche.
Qualcuno potrebbe dirmi che dovrei fare

15.2.07

Sound of silence

Ho urlato, gridato, ho giurato, promesso, mi sono pentita, ho pianto, singhiozzato, ho avuto paura, tanta paura, ma non ho mentito.
La paura è come soffocare, è una mano scura, forte e grossa avvolta intorno al collo, è un ghigno nella notte, è stomaco in subbuglio, è voglia di vendetta, è voglia di sparire, è bisogno di capire, è incapacità di agire.
Mi dispiace di non essere all'altezza delle aspettative, forse hai creduto che fossi coraggiosa, forte, capace di tenere il controvento, invece no, o per lo meno non solo.
A volte il crollo è inevitabile, confondo le acque per riemergere, affogo sotto spirito per non pensare, il male ce lo portiamo dentro, i nostri fantasmi, i nostri sbagli, mi sembra di fare un passo avanti e subito dopo due indietro, mai allo stesso posto.
Credere, crederti, crederci.
Abituata al confronto, maga delle parole, stregata dai significanti, il silenzio uccide tesoro
Il silenzio logora, per quanto sia una necessità per quanto conosca bene il valore del “non detto”, per quanto io ammiri chi è capace di gestire le parole al meglio, chi sa parlare quando efettivamente ha qualcosa da dire, chi sa convivere con le proprio incertezze, chi come te, sa essere riservato anche sui propri sentimenti, sulle propire paure.

Io no.
Io no.

5.2.07

Credere senza credere

Ci sono fantasmi che ti seguono tutta la vita, che popolano i tuoi sogni quasi tutte le notti, che ti accompagnano fino a diventare presenza costante, familiare.
Ce ne sono altri invece che si creano nel cammino, che appaiono e scompaiono in tempi relativamente brevi, ma che non hanno il tempo di diventare familiari, anzi, restano incubi e presenze oscure.
Quando, certe mattine, mi sveglio incarognita sono quasi certa che la colpa sia proprio di queste entità a tempo.
Bisogna saper aspettare, prima o poi smettono di tormentarti, bisogna credere senza credere.
Mi contraddico?
No, credere è una delle possibilità e non credere, anche.
Certo è che chiudersi in una campana di vetro nell'attesa di avere la certezza delle cose prima di permettersi di credere a qualcuno, a qualcosa, a un'idea, è davvero uno spreco di tempo e di energie.
Credere invece senza remore, buttarsi nelle cose e fidarsi di chiunque, bè, quello invece è stupido.
Come in tutte le cose ci va un pò di equilibrio e ve lo dice la persona meno indicata di tutti, che di equilibrato ha ben poco.
Credere sì, credere è giusto e non credere anche, nel senso, finchè una cosa mi va bene, mi fa star bene, mi trasmette cose positive, o, ancora meglio, finchè una persona sembra che dica la verità e non c'è niente, ma proprio niente a parte la paranoia congenita e le vocine nel cervello che cercano di dirti il contrario, bè allora perchè, dico io, non credergli?
Viceversa, sapere che tutto può succedere.
E' così banale che diventa superfluo scriverne, ma forse ho solo bisogno di convincermene anche io.
Sbagliare, sbagliarsi, aver valutato male, non aver considerato, non aver notato, visto soppesato è fottutamente all'ordine del giorno, e fa male, lo sappiamo, a chi non fa male sbattere la testa contro un muro grande quanto il colosseo?
Fa male quasi sempre allo stesso modo, la differenza è che quando sono una, due, tre volte è un conto, quando cominciano a diventare di pù qualche considerazione un pò più elaborata ti vien proprio da farla.
Mi spiego, non basta più il “cazzo mi sono sbagliata”, ma diventa un fiume in piena di “ma come ho fatto a esere così stupida, ingenua, cretina, cieca....” capisci?
E non c'è niente da fare, la tendenza, col passare del tempo, è di diventare diffidenti, freddi e distaccati, maniaci del controllo, di massacrare chi ti circonda di sospetti e di bisogno di certezze che non avrai mai. Patologico e assolutamente controproducente. E sì, perchè anche il più paziente ed il più santo ed il più comprensivo ed il più che ti pare ben presto si stancherà dei dubbi infondati che gli propinerete ad ogni cambio di luna.
Miei cari psicopatici è ora di cambiare registro, non ci sono alternative
E allora viva il credere senza credere, viva la buona fede, e al prossimo errore di valutazione piuttosto che demonizzare noi stessi e la nostra stupidità consiglio di dire “Tò un altro pezzo di merda sulla mia strada”.

23.1.07

La condizione ideale



La riflessione del momento è la considerazione che tutte le volte che cerco di distrarmi dal presente perchè per qualche ragione mi va stretto e penso al passato, e riguardo tutto questo viaggio statico, e mi osservo passare tra ostacoli e vittorie, realizzo che sono state tutte immense rotture di coglioni.
Mi rendo conto che la riflessione non sia poi così alta e filosofica, ma l'altra sera quando tenevo l'ansia come compagna di letto, la gelosia come cuscino e l'idiozia nelle mutande ho capito esattamente questo, ho cercato di ricordare tutte le volte che mi sono ritrovata sdraiata a maledire questo cuore così fragile e questo cervello così “fantasiaoso”.
Tante, troppe, in ogni caso incontabili, innumerevoli, non avete idea della rottura di coglioni che mi si è appiccicata addosso, la colpa, il limite, la menomazione è sicuramente la mia, che paradossalmente non vorrei fidarmi di nessuno, ma la realtà è che la mia fiducia sono caramelle a carnevale lanciate dai carri. E poi non mi posso permettere di piangermi addosso.
Non ho più voglia di pensare a come avrei dovuto comportarmi, che cosa dovrei fare, a cercare di essere più, meno, un pò più e un pò meno.
Forse questa forza, questa capacità di lasciarsi le cose alle spalle, questa decisione ad andare avanti a non lasciarsi abbattere da nulla, neanche dal dolore che avevi creduto infinito, andrebbe apprezzata e basta, nè sondata, nè osservata con sospetto.
Le illusioni sono alla porta tutta la vita, aprire o meno non è questione di intelligenza, ma di coraggio, non solo di farle entrare per poi sperare di stupirsi ad aver sospettato per nulla, ma la consapevolezza che esista questa possibilità non dovrebbe, e sottolineo il dovrebbe, bloccare nessuna sorta di coivolgimento.
Morale da che ho facoltà di ricordare, rivedo come un opuscolo nero, tutte le rotture di coglioni gratuite e cercate che mi sono trascinata dietro in questi 30 anni. Ne ho abbastanza questa è la verità, leggere di dolore, di sesso, di speranze altrui è stato un errore madornale, è stata una leggerezza, un'invasione di sfere, un dito in culo e un pugno nello stomaco, per chiarire.
Ho sempre avuto una fiducia profonda nel genere umano, vedo il buono in tutti mettendone in risalto i difetti ed i limiti, i miei, che sono molti, si racchiudono sostanzialmente in un'incapacità di avere fiducia in me stessa. La felicità è per pochi, hai ragione, soffrire è una speranza, proprio così, lo spiare l'opportunità di avere di più e crogiolarsi nell'insoddisfazione di non saperci arrivare.
Com'è misera la vita, come sono misera io accucciata davanti al monitor per cercare di capire, per mettere in chiaro nero su bianco tutto ciò in cui non sono buona.
Per giungere a cosa, provare è stancante, avere, un sogno, non fare, la condizione ideale.


Immagine: Ammiraglio, Tempera su tela