Mi sono illusa ancora che l'avrei trovata un pò di pace, un pò di tranquillità, che forse mi sarei fermata per un pò, che avrei tirato il fiato.
Niente, io bene non ci so stare, e diciamolo!
Solo che mi stanco in fretta di fare la guerra, solo che un mese è davvero troppo poco per fare e disfare, solo che questa volta è davero speciale, ma le mie gambe già fremono, le mani non si trattengono più, le parole sono senza controllo, e gli umori......
bha
Può mancarmi di già la solitudine?
Può questo male essere davvero così incurabile?
Cazzo non c'è pozione che tenga, non c'è intruglio o sostanza, non c'è niente, solo freddo e eco in questo cuore.
Non ho pazienza, non sono paziente, forse perchè malata proprio non riesco a vedermi, anche se a volte sembra una necessità, l'unica via, la soluzione; ad un malato in fondo si perdona qualsiasi cosa, anche la cosa + cattiva ed indecente, anche la frase e l'atteggiamento + strafottente.
Vince chi dimentica.
E quindi ingorda, anch'io lavoro a 4 mani, ma solo perchè le mie vanno così veloci che sembrano il doppio, illudono e nonostante tutto ci casco anche io.
Intanto mia cara strega, il tempo passa, adesso festeggiamo ancora, l'ennesimo secolo a girare il mestolo in questo calderone senza fondo e per quanto stia qui a sforzarmi di ricordare, ho dimenticato la ricetta, gli ingredienti, memore del risultato sto qui a girare e girare e girare
24.11.06
Vince chi dimentica
20.10.06
l'ho fatto
Il fatto è che la questione in discussione è la mia difficoltà ad essere felice, non ci credo, quando succede divento sospettosa, non che io sia una persona triste, o infelice, ma quando la felicità per qualche strana ragione si incrocia, incontra, va di pari passo con qualcun altro, tutto, inevitabilmente va a puttane.
E non mi piace sentirmi così stupida, perdo la capacità di pensare, di vedere le cose con obiettività, comincio a vedere rosso, sbuffo. Cristo.
Puntualmente non vorrei avere reazioni tanto violente eppure, anche se in qualche rarissima occasione riesco a non esternarle con altrettanta enfasi, non trattengo.
Eccolo il punto, io non mi trattengo:
abuso, altro che uso, portata per natura ad esagerare ogni cosa, vizi e virtù.
Ecco perchè non volevo, ma l'ho fatto
9.10.06
sentimentale

E' così, inutile girarci intorno, ogni volta è una ventata di aria frizzante, è il sangue che magicamente torna a pulsare nelle vene, i polmoni finalmente respirano a fondo, e mi sento leggera
Non so quanto effettivamente sia stupido, ho il sospetto che più uno nella vita cerchi di costruirsi un personalità forte, riflessiva, pronta al peggio, razionale e più ci casca con tutte le scarpe.
Stanotte però non è tempo di elucubrazioni, non è il momemto di angoscie e di ansie, ci sono solo quelle normali e sane che all'inizio di ogni rapporto ti prendono, del tipo:
Che diavolo mi metto per uscire con lui?
Oppure, gli sarò sembrata simpatica o totalmente rincoglionita?
E ancora, lo invito a cena e che preparo? Lume di candele, pasto elaborato così mostro subito le mie doti culinarie oppure una cosa leggera, ed infine, lo invito a restare a dormire o meglio di no altrimenti si fa un'idea sbagliata (?)?
Ma che bello è? Cavoli, ogni relazione che finisce pensi sempre di aver chiuso, di non volerne sapere e che a nessun uomo darai più le armi che lo renderanno capace di ferirti.
Puttanate, meravigliose puttanate, perchè tanto poi, volenti o nolenti, e ringraziando non so bene chi, capita, nel momento più inaspettato, nel luogo più strano e normalmente quando sei vestita che sei uno schifo e i capelli sono in uno stato pietoso, che un uomo meraviglioso ti guardi e ti dica:
“Sei bellissima”
E' splendido tanto quanto è banale.
E poi il cinema, la cena, le mani che si cercano tutta la sera, gli occhi che non reggono lo sguardo per l'imbarazzo.
Il primo bacio, al portone come nelle migliori tradizioni, le prime telefonate, tutto sorprendemente emozionante e coinvolgente, tutto che merita di essere vissuto, così, come viene.
Bocca spalancata a raccogliere ogni goccia di questo prezioso sentimentalismo.
Una strega stregata, il paradosso per eccellenza.
2.10.06
presentazioni
Sono convinta di avere una storia da raccontare, probabilmente tutti ne hanno una, anche perchè in linea di massima sono sempre le stesse, le dinamiche, le combinazioni, le possibli soluzioni e le sorprese che ogni giorno inevitabilmente ci colpiscono, nei luoghi e nei modi più disparati.
Quindi tutti hanno una storia da raccontare, il segreto, forse, è proprio il saperla raccotare, il saperla interpretare e trasformare in letteratura.
Come i sogni; tutti sognano, e tutti hanno un sogno, il segreto è saperlo interpretare, trasformare in narrazione, aggiungere qua e là quel minimo di invenzione e deduzione che rende la storia, storia in quanto tale.
E allora eccomi qui, una domenica qualunque, la mia tisana, la mia sigaretta, il mio portatile, la mia musica e la mia fantasia.
Riflettevo proprio sulla quantità infinita di tempo che ci ho messo ad aprire un blog, pur, per l'appunto, avendo così tanto da raccontare.
Forse immaginavo che sarebbe stato un obbligo, una scadenza, pativo il pensiero di essere costretta ad avere sempre qualcosa da raccontare mentre tante volte me ne manca davvero la voglia.
Ma poi uno si fa coraggio, anche perchè paradossalmente, questo è un periodo relativamente felice e tranquillo per me: il lavoro c'è, tanto per cominciare, mi piaciucchia, e mi mantiene; gli amici sono tanti, e sempre quelli, da una vita, sono di quella rara specie onnipresente , di quel genere che ti accompagna in cima al monte pur restando a valle, che sanno sempre come strapparti un sorriso e quando hai bisogno di loro in una serata votata alla distrazione e al divertimento; la salute, bè anche quella non manca, soprattutto adesso che sono entrata nel vorticoso mondo della palestra.
Che manca? L'amore? No comment.
Che sentimento assurdo, complicato e pure così banale. A volte ho la sensazione che ha la forza di mandare avanti il mondo intero, e a volte, la maggior parte forse, che invece faccia restare tutto là, incapace di muoversi, di evolvere tutto incatenato tra principi e doveri, tra aspirazioni e realtà dei fatti, tra sogni romantici e verità devastanti. Ma credo che sia proprio questa la sua bellezza.
Che dici? Non ho risposto alla domanda?
Che devo dire, l'amore ti sorprende, mi sono scoperta una donna paziente, capace di aspettare, in grado di non essere la solita ingorda con la tessera numero uno del partito del tutto e subito o niente, che si sorprende quando scopre che in fondo c'è qualcuno che ci pensa, che è bello credere nel momento giusto se scorgo in fondo la celeberrima luce annunciatrice di possibili felicità e combinazioni di personalità.
29.9.06
...dell'inizio
Eccoci, pronti.
Perchè a volte la sensazione di avere 1000 cose da dire è intollerabile, e avere la possibilità di farlo poi diventa una necessità
Ma anche come metodo di distrazione, come passatempo, come certezza, come sostanza e come palliativo.
La trasformazione: le centinaia di foglietti che viaggiano nella mia casa, sulla scrivania nel mio ufficio, nella borsa, sul dorso dei libri che mi hanno particolarmente ispirata, le frasi e le parole che non so dire, quando il cuore rallenta e poi, inaspettatamente, comincia a correre, e stragli dietro non è proprio possibile.
Il mio voto, il mio segno e il mio sogno.
Benvenuti
