22.1.10

della perduta dignità

Non sono una persona particolarmente tollerante, e questo è un fatto.
Non sono nemmeno molto paziente, ma adesso sfioriamo il ridicolo.
Mi chiedo come si fa a cacciare ogni sorta di dignità sotto i piedi, come si fa a non accettare un no come risposta, come si fa ad ostinarsi ed insistere, come si fa a perdere la faccia solo per porgerla e prendersi pesci in faccia.
Ovvio che non parlo di me, ma di chi non impara mai a farsene una ragione, a chi troppo piena di sè non si rende conto che esiste a questo mondo gente che può fare a meno di te, senza per questo sentirsi vuoto e incompleto, anzi esiste la possibilità che si sente anche meglio a schiacciare il tasto ignora e a realizzare che lo fa con una certa soddisfazione. Non sopporto più l'ennesima marcia (inteso come guasta) che invade spazi che non competono.

18.1.10

Eu sou de ningúem

Vecchia canzone di successo planetario, facevo ancora l'università, quell'estate ero a fare la stagione come aiuto cuoco all'isola d'elba.
Altri tempi, altra vita, stessa testa.
E inevitabilmente mi torna in mente:

"Tu sei molto anche se non sei abbastanza e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi.
Tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco, tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi.
Io cerco ancora, e così non spaventarti quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua.
Sii contenta della parte che tu hai, ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa.
Cerca dentro per capir quello che sento, per sentir che ciò che cerco non è il nuovo, libertà!
Vedi cara è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già."