La mancanza di organizzazione mi crea frustrazione e cattivo umore.
Cavoli sono distratta.
Ricomincio sempre dallo stesso punto, incollo pezzi a caso e cerco alla fine di darci un senso. Compiuto.
Qualcosa sembra filare, ma per il resto… che confusione.
Sono stanca di ricominciare a leggere sempre dallo stesso punto, sempre la stessa frase, sempre lo stesso meccanismo ed il solito umore altalenante. Sempre la stessa.
Qualcosa bussa alla finestra, ma aprirla non è nelle mie capacità, tendo l’orecchio e immagino che tipo di forma aliena potrebbe venirmi a trovare, a spiegare, ma poi la necessità di riordinare le idee prende il sopravvento.
Flussi meccanici di pensieri sfondano vetri, già rotti.
Seduta al centro della stanza osservo pareti bianche, come fogli che chiedono di iniziare, di cominciare a scrivere, input che chiedono un incipit convinti di poter poi continuare. Ma io non sono mica così sicura, la coscienza, quella mia, urla più dei pensieri ragionati e i vetri scricchiolerebbero sotto passi stranieri. Forestieri.
Relaziono, scrivo e butto, aggiungo e tolgo. Che voglia di fumare.
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