non è facile avere a che fare con lui, abbatte ogni canone.
Credo abbia un primato a cui penso spesso, nessuno, e
sottolineo nessuno, mi ha mai fatto incazzare quanto lui.
Probabilmente è dovuto al suo acume che brilla di una luce che si
espande in assoluto per tutta la stanza che occupa, un acume
accompagnato da una saccenza che mi lascia basita.
Non che abbia torto, ma non ha di certo tutta la ragione che lui
sostiene di avere, la sua supponenza è
divertente, l'argomento su cui cozziamo di più è la politica, mi
accusa di essere ingenua e fiduciosa verso tutta una serie di
personaggi politici che lui considerava degli emeriti idioti.
Non che i nostri ideali siano tanto diversi, credo che se mi
sentisse si offenderebbe molto, ma l'approccio è diverso, in lui
resta un'utopica credenza caduta da tempo.
Un uomo intelligente, e nel periodo burrascoso che stavo attraversando
fu davvero un tocca sana, è solo merito suo se ho ancora un barlume di
speranza nei confronti del sesso opposto.
La sua saccenza è la mia, la sua supponenza è la mia, e il mio
essere permalosa è solo mea culpa, la mia incapacità a comunicare
prende piede, i mesi di analisi non hanno dato frutto, continuo
ad accusare il resto del mondo per le mie mancanze.
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