
La riflessione del momento è la considerazione che tutte le volte che cerco di distrarmi dal presente perchè per qualche ragione mi va stretto e penso al passato, e riguardo tutto questo viaggio statico, e mi osservo passare tra ostacoli e vittorie, realizzo che sono state tutte immense rotture di coglioni.
Mi rendo conto che la riflessione non sia poi così alta e filosofica, ma l'altra sera quando tenevo l'ansia come compagna di letto, la gelosia come cuscino e l'idiozia nelle mutande ho capito esattamente questo, ho cercato di ricordare tutte le volte che mi sono ritrovata sdraiata a maledire questo cuore così fragile e questo cervello così “fantasiaoso”.
Tante, troppe, in ogni caso incontabili, innumerevoli, non avete idea della rottura di coglioni che mi si è appiccicata addosso, la colpa, il limite, la menomazione è sicuramente la mia, che paradossalmente non vorrei fidarmi di nessuno, ma la realtà è che la mia fiducia sono caramelle a carnevale lanciate dai carri. E poi non mi posso permettere di piangermi addosso.
Non ho più voglia di pensare a come avrei dovuto comportarmi, che cosa dovrei fare, a cercare di essere più, meno, un pò più e un pò meno.
Forse questa forza, questa capacità di lasciarsi le cose alle spalle, questa decisione ad andare avanti a non lasciarsi abbattere da nulla, neanche dal dolore che avevi creduto infinito, andrebbe apprezzata e basta, nè sondata, nè osservata con sospetto.
Le illusioni sono alla porta tutta la vita, aprire o meno non è questione di intelligenza, ma di coraggio, non solo di farle entrare per poi sperare di stupirsi ad aver sospettato per nulla, ma la consapevolezza che esista questa possibilità non dovrebbe, e sottolineo il dovrebbe, bloccare nessuna sorta di coivolgimento.
Morale da che ho facoltà di ricordare, rivedo come un opuscolo nero, tutte le rotture di coglioni gratuite e cercate che mi sono trascinata dietro in questi 30 anni. Ne ho abbastanza questa è la verità, leggere di dolore, di sesso, di speranze altrui è stato un errore madornale, è stata una leggerezza, un'invasione di sfere, un dito in culo e un pugno nello stomaco, per chiarire.
Ho sempre avuto una fiducia profonda nel genere umano, vedo il buono in tutti mettendone in risalto i difetti ed i limiti, i miei, che sono molti, si racchiudono sostanzialmente in un'incapacità di avere fiducia in me stessa. La felicità è per pochi, hai ragione, soffrire è una speranza, proprio così, lo spiare l'opportunità di avere di più e crogiolarsi nell'insoddisfazione di non saperci arrivare.
Com'è misera la vita, come sono misera io accucciata davanti al monitor per cercare di capire, per mettere in chiaro nero su bianco tutto ciò in cui non sono buona.
Per giungere a cosa, provare è stancante, avere, un sogno, non fare, la condizione ideale.
Immagine: Ammiraglio, Tempera su tela

1 commento:
che bello leggere questa splendida donna...così controversa! baci notte
Posta un commento